mercoledì 23 ottobre 2013

L’inquinamento ambientale causa linfomi nel cane


I linfomi del cane presentano numerose somiglianze con i linfomi umani. In particolare fra i fattori ambientali più frequentemente implicati sono l’uso di pesticidi, erbicidi di colorante solventi e l’inquinamento ambientale. Uno studio francese su 608 casi di linfomi canini A evidenziato un’associazione statisticamente significativa fra distribuzione dei linfomi canini è inceneritore dei rifiuti, siti inquinati e siti di stoccaggio di rifiuti radioattivi (1).

Anche i pesticidi e gli insetticidi  utilizzati per la cura dei prati domestici aumentano in modo significativo di circa il 70% il rischio di  linfoma nei cani (2).

 Il cerchio si chiude considerando che dal punto di vista istologico linfomi del cane assomigliano moltissimo a quelli umani,  riconoscendo probabilmente gli stessi meccanismi (3).

 Sarebbe interessante sapere quanti sono i casi di tumore del sistema linfatico comparsi contemporaneamente o a distanza di tempo nel canone e nel suo padrone. Chissà se anche i linfomi canini in provincia di Vicenza sono aumentati rispetto al resto del Veneto? Speriamo che qualche  “eminenza di caratura mondiale” nel campo dei linfomi canini ci illumini presto.
 Chissà se i sindaci favorevoli  agli inceneritori hanno mai avuto un cane che rischia di ammalarsi di linfoma……

 Bibliografia

1.   Pastor M, Chalvet-Monfray K, Marchal T, Keck G, Magnol JP, Fournel-Fleury C, et al. Genetic and environmental risk indicators in canine non-Hodgkin’s lymphomas: breed associations and geographic distribution of 608 cases diagnosed throughout France over 1 year. J Vet Intern Med Am Coll Vet Intern Med. aprile 2009;23(2):301–10.
2.   Takashima-Uebelhoer BB, Barber LG, Zagarins SE, Procter-Gray E, Gollenberg AL, Moore AS, et al. Household chemical exposures and the risk of canine malignant lymphoma, a model for human non-Hodgkin’s lymphoma. Environ Res. gennaio 2012;112:171–6.
3.   Ponce F, Marchal T, Magnol JP, Turinelli V, Ledieu D, Bonnefont C, et al. A morphological study of 608 cases of canine malignant lymphoma in France with a focus on comparative similarities between canine and human lymphoma morphology. Vet Pathol. maggio 2010;47(3):414–33. 

venerdì 16 agosto 2013

Ma chi ha avvelenato i pozzi in provincia di Vicenza?

Il sindaco di Vicenza è sto l'ultimo di una serie di sindaci della provincia vicentina a chiudere un pozzo dell'acqua perché inquinato da sostanze perfluoroalchiliche.
Poiché alla Miteni di Trissino, l'industria che, stando a quanto riportato più volte da diversi giornali sarebbe la fonte di provenienza (o almeno la più importante)  della contaminazione delle falde acquifere, sostengono di aver sospeso la produzione di perfluorati fin dal 20111( e non abbiamo alcun motivo per ritenere che non sia vero)  e poiché la contaminazione sembra essere ancora in atto, allora da dove provengono queste famigerate molecole. E' noto che tali composti chimici sono persistenti nell'ambiente per anni e che, essendo molto stabili, è molto difficile eliminarle, ma la loro presenza in così elevate quantità lascia supporre che siano ancora causa d'inquinamento.
Ma allora, se è vero che non sono più prodotte e che alla Miteni sono in buona fede poiché stanno, a quanto riferiscono gli organi di stampa collaborando lealmente e da molto tempo con le autorità, da dove vengono  qui composti perfluoroalchillici?

Chi ha avvelenato per anni le acque potabili?
Parlando con alcuni miei pazienti "esperti" perché ex-operai di varie ditte del vicentino ora in pensione, mi dicono che una spiegazione possibile potrebbe essere che nel corso degli anni siano stati sotterrate quantità enormi di perfluorati che piano piano avrebbero raggiunto le falde, forse perché i pozzi non erano stati costruiti a regola d'arte, ancora prima che gli attuali proprietari rilevassero la fabbrica.
Avendo l'impianto avuto diversi proprietari nel corso dei decenni, come al solito, è probabile che nessuno pagherà per l'inquinamento. Il pubblico dovrà sobbarcarsi gli enormi costi della bonifica (ammesso che sia possibile ripulire le acque) mentre il privato si gode i profitti ottenuti sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini.
Sembra proprio che il nemico abbia avvelenato i pozzi prima di ritirarsi. Dove il nemico che si ritira è rappresentato da da quegli industriali che dopo essersi arricchiti senza tenere in nessun conto la salute dei lavori e dei cittadini, si sono ritirati vendendo le aziende a stranieri o chiudendo gl impianti per esportare la produzione e l'inquinamento in altre zone del mondo sottosviluppate. 

lunedì 12 agosto 2013

Eccesso di linfomi in provincia di Vicenza? Non è mica una novità….



Lo si potrebbe definire un eccesso storico, l’eccesso di linfomi in provincia di Vicenza stando alle stime del Tumori del Veneto (RTV). Come storica è la  contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche  o PFAA (vedi definizione dei tecnici dell’ARPAV nella loro relazione stilata dopo la campagna di campionamento dei PFAA richiesta dal ministero per l’ambiente), molecole inserite nella liste delle sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo. O come storico è l’inquinamento dell’aria atmosferica da PM10 , attestato sempre dai dati dell’ARPAV che ci dicono come un giorno su tre a Vicenza e dintorni si respiri aria di qualità pessima. Senza che le autorità competenti si siano mai premurate di prendere seri provvedimenti, se non quelli di consigliare di chiudere le porte per evitare che entri il PM10 o di fermare il traffico secondo le norme vigenti.

giovedì 8 agosto 2013

Pd , Renzi e i voti da conquistare

Renzi vuole conquistare i voti dei delusi del PDL. Io invece vorrei  ri-conquistare i voti dei delusi di sinistra

domenica 4 agosto 2013

Ma alla Miteni di Trissino qualcuno produce composti perfluoroalchilici a loro insaputa?

In una recente intervista comparsa sul giornale di Vicenza l'amministratore delegato della Miteni di Trissino afferma che l'azienda ha cessato la produzione dei composti perfluorinati già nel 2011. Eppure, nella loro relazione inviata anche l'autorità giudiziaria, i tecnici del dipartimento provinciale di Vicenza dell'ARPAV affermano "… L'incidenza della contaminazione provocata dal corso d'acqua Fratta-Gorzone a Cologna veneta e prevalentemente dovuta alla rilevante presenza di sostanze perfluoro-alchiliche allo scarico industriale della ditta Miteni spa.… Questo porta a ritenere, in prima approssimazione, poco rilevante l'impatto del settore conciario, in relazione alla presenza di queste sostanze che pure sono utilizzate come impermeabilizzanti in alcune fasi dei processi produttivi."

venerdì 2 agosto 2013

Cluster di linfomi e leucemie in provincia di Vicenza?

Per cluster (raggruppamento, grappolo) in epidemiologia s'intende un'insolita concentrazione di casi di una malattia in una determinata regione o zona geografica o nel tempo.  Lo studio dei cluster èstato spesso molto utile per lo studio delle cause di malattie soprattutto infettive ma anche di altro tipo.
 Che ci possa essere un cluster di linfomi e leucemie negli ultimi anni in provincia di Vicenza è suggerito, a mio parere, dall' analisi delle stime dei linfomi e leucemie effettuata dagli studiosi del Registro Tumori del Veneto (RTV) per gli anni 2011 (1) e 2012 (2).

lunedì 29 luglio 2013

Gli operai della Miteni di Trissino sanno che il PFOA potrebbe aumentargli il colesterolo?


Il PFOA (acido perfluorottanoico) è prodotto dalla Miteni, l’azienda che sarebbe implicata nella contaminazione delle acque  potabili in un trentina di comuni veneti.
Sul sito dell’ EPA (Environment Protection Agency) degli USA è liberamente scaricabile un interessante documento  del Professor Giovanni Costa, dell’Università di Verona, medico del lavoro addetto alle visite annuali dei lavoratori della Miteni di Trissino.
In questo contributo si descrivono i risultati dell’analisi di laboratorio compiute nel corso di oltre 20 anni agli operai di quella ditta, risultati che vengono presentati ad un gruppo di dirigenti della Dupont e della 3M, aziende che si rifornivano dalla Miteni per il loro PFOA. 

lunedì 22 luglio 2013

Le sostanze perfluoroalchiliche sono cancerogene in America ma in Veneto sono innocue


Nessun pericolo per la popolazione del vicentino che dovesse bere l'acqua potabile che ha presentato valori anomali di alcune sostanze.
È questa la rassicurante conclusione che le istituzioni (1) hanno fatto prontamente trapelare su tutti gli organi di stampa locali, e diffuso ai quattro venti con ogni strumento mediatico commentando i risultati dei campionamenti che hanno rivelato la presenza in concentrazioni altissime, anche di centinaia di volte superiori a quelle stabilite dalla normativa di alcuni paesi europei e negli USA,  di sostanze perfluoro-alchiliche nelle acque superficiali di in una trentina di comuni veneti. Il tranquillizzante messaggio che, com’è d’uopo in simili occasioni, è stato immediatamente divulgato all’unisono dai responsabili della salute dei cittadini, riguarda una vicenda che è stata definita quasi surreale in quanto circondata da molti contorni poco chiari (2) .

mercoledì 17 luglio 2013

Una volta cantavo viva Marx, Viva Lenin,viva Gramsci e Berlinguer. Oggi ?

Quando ero all'Università nelle manifestazioni si cantava viva Marx, Viva Lenin,viva Gramsci e Berlinguer (qualcuno ci metteva anche Togliatti e/o Longo al posto di Gramsci, io no!). E oggi? ammesso che ci sia ancora qualcuno con la voglia di manifestare, proporrei di cambiare lo slogan in " viva Letta, viva Alfano, Gelmini e Santanchè".

mercoledì 19 giugno 2013

Diffida dell'associazione medici per l'ambiente al ministro Orlando -No agli inceneritori in Campania


Gentilissimo Ministro dell’Ambiente On. Andrea Orlando,
come 4 mesi fa con il Ministro della Salute Balduzzi, che intervenne sulla correlazione AMBIENTE e SALUTE, riportando il documentato aumento di mortalita’ per patologia tumorale e chiedendo ai Ricercatori Scientifici, dopo una sciagurata prima conferenza stampa che attribuiva ciò al comportamento alimentare e sociale della nostra sfortunata popolazione, una correlazione al mostruoso inquinamento ambientale, Lei viene in Campania per affrontare politicamente la gestione Ambientale, con pregiudizievoli e preoccupanti indirizzi.
Lei intende forse ancora promuovere impianti di incenerimento senza considerare due punti fondamentali che siamo disposti a discutere con Lei ?
In maniera netta affermiamo, producendo una documentazione scientifica su cui le istituzioni regionali devono riflettere:
1)

Il problema dei rifiuti  riguarda quelli assimilabili ai RIFIUTI INDUSTRIALI  per i quali NON ESISTONO IMPIANTI e che sono QUATTRO ( 4 !!!) VOLTE di PIU’ dei RIFIUTI URBANI di cui è possibile recuperare e differenziare la quasi totalità.
2)

Gli IMPIANTI di INCENERIMENTO, assistiti ancora dall’ ALTO CONTRIBUTO ECONOMICO DEI CIP 6, erogati dalle nostre misere tasche, FANNO MALE ALLA SALUTE e POSSONO CAUSARE TUMORI ( vedi lavori sul LINFOMA) e PATOLOGIAENDOCRINA soprattutto per le generazioni future.

A tal proposito COME MEDICI CHE VOGLIONO DIFENDERE LA SALUTE dei cittadini,DIFFIDIAMO  DA SCELTE NON SOSTENIBILI, PER LE QUALI  SPERIAMO CHE NON CI SARANNO ASSOLUZIONI  POLITICHE.

A cura dell'ISDE Caserta www.isde.it