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martedì 15 novembre 2016

Di PFAS si muore e ci si ammala di più in Veneto ma non per cancro com è possibile?

Ieri ho partecipato a Vicenza alla conferenza stampa di Greenpeace.
Poichè i giornali locali non hanno nemmenno fatto cenno alla mia prinicipale osservazione sulla mancata pubblicizzazione dei risultati dello studio reigonale sulla mortalità e prevalenza di malattie PFAS-associate nella zona rossa, copio-incollo un mio commento inserito sul sito del Giornale di Vicenza oggi 15 novembre 2016
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giovedì 27 ottobre 2016

Cosa succede ai link ai pfas in regione?

Da circa due settimane non funziona  il link che portava al "fascicolo sull'incidenza dei tumori nell'ULSS5" sul sito del registro tumori del veneto (RTV)  mentre è rimasto funzionante quello relativo all'ULSS6-sud.
Non sarà mica che avranno deciso di di accogliere le osservazioni degli esperti ISDE che abbiamo manifestato con una lettera  al professor Rugge, Direttore del RTV, ?
E a distanza di 6 mesi, ancora non si sono decisi a riparare i link ai documenti e alle registrazioni della conferenza stampa del 20 aprile che annuncia i risultati del biomonitoraggio. Non sarà che avranno deciso di togliere i documenti dopo le critiche e le osservazioni al biomonitoraggio che  ho fatto qui.

Scommettiamo che almeno il link ai dati dell'ULSS5 riappariranno miracolosamente dopo la conferenza stampa di domani in cui si annuncerà quanto già si sa da aprile, cioè che nel regno dei pfas addirittura i tumori so odi meno che altrove?





mercoledì 1 ottobre 2014

I bambini e adolescenti veneti hanno una maggiore incidenza di tumori rispetto alle altre aree d'Italia

Nella fascia d'età compresa fra 0-19 in Veneto l'incidenza totale di tutti i tipi di tumori maligni (indipendentemente dal tipo istologico) sembra essere più alta che nelle altre zone coperte dai registri tumori sia nei maschi (curva grigia) che nelle femmine (curva amaranto). Probabilmente la differenza non è significativa e non sappiamo come sono andare le cose negli ultimi anni (e forse non lo sapremo mai visto come sono andate e stanno andando le cose al registro tumori del Veneto) ma quello che è certo è che si conferma il probabile ruolo dell'inquinamento come causa di tumori in Veneto, dal momento che questo tipo di malattie sembrano essere più frequenti sia nei maschi che nelle femmine e in tutte le fasce d'età . Vedi anche qui

Le future generazioni non ci perdoneranno quello che stiamo facendo loro (Renzo Tomatis, fondatore ISDE)


lunedì 29 settembre 2014

Il Veneto ha l'incidenza più elevata di tumori rispetto a tutti le altre aree coperte dai registri in Italia

Rispetto a tutte le altre aree italiane coperte dal registro tumori (il 51% del territorio italiano) , il Veneto ha la maggiore incidenza di neoplasie, tutte insieme considerate. Lo dimostrano i dati della banca dati ITACAN dell'AIRTUM, l'associazione  dei registri tumori del Veneto, che come afferma la loro home page contiene i dati REALI sui nuovi casi di tumori che si verificano ogni anno in Italia , non stime o valutazioni. Premesso che ognuno di voi può tranquillamente consultare la banca dati dati ITACAN da casa sua, cominciamo con il  farvi vedere il grafico relativo all'andamento di tutti i tipi di tumori. Dalla figura qui sotto si vede chiaramente  come l'incidenza di tutti i tumori (esclusi i tumori della pelle diversi dai melanomi), indipendentemente dal tipo, sia storicamente più elevata in Veneto rispetto alle altre aree d'Italia.

lunedì 12 agosto 2013

Eccesso di linfomi in provincia di Vicenza? Non è mica una novità….



Lo si potrebbe definire un eccesso storico, l’eccesso di linfomi in provincia di Vicenza stando alle stime del Tumori del Veneto (RTV). Come storica è la  contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche  o PFAA (vedi definizione dei tecnici dell’ARPAV nella loro relazione stilata dopo la campagna di campionamento dei PFAA richiesta dal ministero per l’ambiente), molecole inserite nella liste delle sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo. O come storico è l’inquinamento dell’aria atmosferica da PM10 , attestato sempre dai dati dell’ARPAV che ci dicono come un giorno su tre a Vicenza e dintorni si respiri aria di qualità pessima. Senza che le autorità competenti si siano mai premurate di prendere seri provvedimenti, se non quelli di consigliare di chiudere le porte per evitare che entri il PM10 o di fermare il traffico secondo le norme vigenti.

mercoledì 6 febbraio 2013

Appello ISDE Italia - Evitate lo smantellamento del Registro Tumori del Veneto!

Al Presidente Regione Veneto LUCA ZAIA
All'Assessore alla Sanità Regione Veneto LUCA COLETTO

PC al Segretario nazionale AIRTUM STEFANO FERRETTI
PC ai referenti ISDE Italia del Veneto


Pregiatissimi,

la notizia che il Registro Tumori del Veneto è a rischio trasferimento ci lascia interdetti, perchè sarebbe veramente assurdo e colpevole smantellare un servizio fondamentale e ben funzionante. Una simile struttura andrebbe casomai potenziata, non certo eliminata.

Il Registro Tumori del Veneto (RTV) è stato istituito dalla Regione nel 2010, ma è attivo già dal 1989. Si tratta di una banca dati che raccoglie e organizza informazioni e statistiche relative alle neoplasie, rendendo così possibile la ricerca scientifica ed epidemiologica.

Il regolamento approvato in Commissione Sanità rende la gestione del RTV burocratica, inefficiente e non tiene conto delle novità introdotte dal provvedimento nazionale, che presto entrerà in vigore.

Il RTV, insieme agli altri registri dislocati in tutta Italia, in centri di ricerca, Università e Aziende Sanitarie Locali, costituisce una rete nazionale che fa capo all'Associazione Italiana dei Registri Tumori (AIRTUM), che da anni conduce progetti di ricerca oncologica finanziati dal Ministero della Salute. Il patrimonio scientifico che rappresenta non può, non deve andar perso.

Ci uniamo quindi all'appello della comunità scientifica italiana che ha espresso solidarietà e chiesto di evitare il trasferimento del Registro Tumori del Veneto. Qui di seguito l'elenco dei firmatari, molti dei quali sono membri di ISDE Italia ed operano come direttori di struttura nel campo dell'epidemiologia dei tumori, che fino ad oggi hanno aderito all'appello:

Prof. Bendetto Terracini, già professore di Epidemiologia dei Tumori, padre dell’epidemiologia in Italia e Premio Internazionale John Goldsmith 2003 della International Society for Environmental Epidemiology, membro Comitato Scientifico ISDE Italia
Franco Merletti e Paola Pisani, Università di Torino 
Paolo Crosignani, Istituto Nazionale Tumori di Milano, membro Comitato Scientifico ISDE Italia
Marina Vercelli, Istituto Nazionale Tumori di Genova – 
Annibale Biggeri, Università di Firenze – 
Fabrizio Stracci, Università di Perugia – 
Pietro Comba e Ivano Lavarone, Istituto Superiore di Sanità
Roberta Pirastu, Università La Sapienza di Roma – 
Stefano Ferretti, Associazione Italiana dei Registri Tumori – 
Roberto Tessandori, Registro Tumori di Sondrio 
Mario Fusco, Registro Tumori Regione Campania – 
Mario Usala, Registro Tumori Provincia di Nuoro – 
Antonella Sutera, Registro Tumori Provincia di Catanzaro – 
Anselmo Madeddu, Registro Tumori Provincia di Siracusa – 
Giuseppina Candela, Registro Tumori Provincia di Trapani – 
Ornella Sechi, Registro Tumori Provincia di Sassari – 
Registro Tumori Provincia di Nuoro
G. Di Giovannantonio, Associazione Medici per l’'Ambiente Venezia – 
Associazione Medici per l’'Ambiente Treviso
Patrizia Gentilini, Associazione Medici per l'Ambiente Forlì-Cesena – 

Cordiali saluti.

Roberto Romizi, Presidente ISDE Italia
Ernesto Burgio, Coordinatore Comitato Scientifico ISDE Italia

--

Associazione Medici per l'Ambiente - ISDE Italia
Via della Fioraia 17/19 - 52100 Arezzo
Tel. 0575-22256, Fax 0575-28676
Web www.isde.it, E-mail isde@ats.it

mercoledì 30 gennaio 2013

Il Corriere del Veneto censura la lettera del dottor Ferretti, presidente AIRTUM, a proposito del Registro Tumori del Veneto


Come mai il Corriere del Veneto, che pure ha dato ampio risalto alla decisione della Regione Veneto di "togliere" il Registro Tumore del Veneto" allo IOV e di assegnarlo all'ULSS4 (vedi qui e qui ) non ha pubblicato questa interessante lettera del Presidente dell'Associazione Italiana dei Registri Tumori, dottor Ferretti?
Del resto non aveva nemmeno dedicato un minimo trafiletto alla conferenza stampa del senatore Casson e di altri onorevoli e consiglieri regionali del PD, seguito a ruota dal Gornale di Vicenza, al contrario di moltri alti organi di stampa locali che avevano riportato le considerazioni di politici del PD

Ferrara, 11 gennaio 2013
Al Direttore Corriere del Veneto


Oggetto : Registro Tumori del Veneto Gent.mo Direttore
Negli ultimi giorni sono apparsi sul Corriere del Veneto (ed. 9, 10 e 11 gennaio) tre articoli sul Registro tumori del Veneto che esplicitamente parlano di “Registro fantasma”, di attività “ferme dal 1999”, di “strumento inutilizzato” e di “paralisi”, offrendo un’immagine totalmente negativa di ciò che questa struttura rappresenta, anche in prospettiva nazionale .
Prescindendo assolutamente da qualsiasi riferimento a fatti contingenti locali, che certamente non riguardano l’Associazione Italiana dei Registri Tumori di cui il Registro fa parte fin dalla sua fondazione, mi permetto tuttavia di rettificare alcuni concetti, a riconoscimento della qualità del lavoro fin qui condotto dal Registro, anche a tutela della produzione scientifica della rete dei Registri tumori italiani di cui il Registro del Veneto è sempre stato una delle colonne portanti.
In particolare:
  •   Il Registro del Veneto, ai livelli di copertura attuale, è attualmente il più ampio Registro tumori italiano, con una popolazione coperta di 2.300.000 abitanti. E’ attivo dal 1987 e ha dati aggiornati al 2006, in linea con la maggior parte dei Registri nazionali, pubblicati sul sito di AIRTUM (www.registri-tumori.it);
  •   La qualità dei dati del Registro del Veneto è periodicamente certificata dall’Associazione Italiana Registri Tumori e dall’International Agency for Research on Cancer di Lione attraverso adeguati percorsi di accreditamento e di controllo;
  •   Da un recente studio di AIRTUM risulta che il Registro ha un rapporto tra personale operativo e popolazione coperta pari a 1/200.000, rispetto alla media dei Registri dell’AIRTUM di 1/100.000;
  •   Il Registro è da tempo impegnato nella partecipazione e nel coordinamento di diversi progetti e studi nazionali ed internazionali per conto di tutta la rete dei Registri tumori italiani, da cui è derivata una copiosa mole di pubblicazioni e monografie disponibili alla consultazione.

    Con gli altri Registri italiani ha condiviso i problemi derivanti dal notevole ritardo nel riconoscimento istituzionale nazionale, recentemente sanato dalla Legge 221 del 17.12.12 che li ha istituiti quali “sistemi di sorveglianza” e si appresta ad organizzarli attraverso un regolamento nazionale in corso di stesura, in armonia con i principi di tutela della privacy .
    Da ciò si auspica naturalmente un’ancor più incisiva azione e un aumento della copertura della registrazione, che a livello nazionale si appresta a superare la soglia del 50% della popolazione, procedendo dal lavoro fin qui svolto dalla rete dei Registri AIRTUM di cui il Veneto ha costituito e costituisce una tessera fondamentale e insostituibile.
    Ringrazio in anticipo per l’attenzione che vorrà concedermi. Con i più distinti saluti
    Associazione Italiana Registri Tumori Il Segretario nazionale

    Dr. Stefano Ferretti