giovedì 21 luglio 2011

Da Pontida solo parole al vento: continua il fallimento della lega al governo


Il sacco di Pontida ancora vuoto?  (articolo ricopiato dal blog di Andrea Civati)
Oggi è il 20 luglio, sono trascorsi 30 giorni da Pontida. E dai suoi obbiettivi annunciati urbi et orbe.

E' ormai scaduta il secondo termine imposto dai leghisti.

Vediamo a che punto siamo.

Entro 15 giorni.

1.
 Approvazione da parte del Consiglio dei Ministri di Riforma costituzionale con riduzione dei parlamentari e Senato federale.

La bozza Calderoli (una porcata?) è stata presentata alla stampa lunedì. Si dice che presto verrà vagliata dal Consiglio, ma è stato detto così per molti progetti, poi finiti nel dimenticatoio. 
Faccio notare che le leggi costituzionali non si approvano con i comunicati stampa.

2. Approvazione del decreto legge per la riduzione dei contingenti impegnati all'estero.
Niente del genere è stato approvato. L'unico risultato è stato un litigio con il Quirinale ed il Consiglio Supremo di Difesa.

Entro 30 giorni.

1. Attivazione delle procedute per l'attribuzione di ulteriori autonomie alle Regioni che lo richiedano.

Boh, niente del genere all'orizzonte. Almeno mi pare.

2. Misure per la riduzione della bolletta energetica. 

Forse per la Villa Reale di Monza, per gli italiani no di certo.

3. Riforma del patto di stabilità per gli enti locali.

Questa è bella. Gli enti locali hanno visto solo tagli negli ultimi mesi. AncheFontana protesta (ma questa non è una novità per la verità).

4. Taglio dei costi della politica.

Ancora? Con tutti questi tagli annunciati della politica, ormai dovrebbero essere poverissimi.
Non mi pare si sia giunti a molto.

5. Finanziamento del trasporto pubblico locale.

In Lombardia i pendolari hanno visto solo l'aumento delle tariffe. Anche nelle ultime settimane.
Magari a qualcun altro è andata meglio...

6. Prima norma per l'abolizione delle ganasce fiscali.

Nada. Forse le ganasce le dovrebbero applicare a qualcun altro.



Ecco il ricco bottino leghista della battaglia di Pontida.

Ah, preparatevi, entro l'estate ci sarà la riforma fiscale...

lunedì 18 luglio 2011

La famiglia Bossi, una famiglia di forchettoni che vive sulle nostre spalle

300.000 euro all'anno circa sono il reddito della famiglia di Umberto Bossi, completamente a carico dei contribuenti ITALIANI: lo stipendio di parlamentare del capostipite, al quale va aggiunto il lauto stipendio del trota, consigliere regionale lombardo. Entrambi sono dei falliti (il padre ha festeggiato tre volte la laurea in medicina che non ha mia conseguito, il figlio è stato sonoramente bocciato più volte alla maturità). La madre è in pensione fin dalla tenera età di 32 anni e ha già percepito oltre 280.000 euro di pensione, 260.000 in più rispetto ai contributi versati.
Leggete l'articolo originale di Luca Telese

martedì 12 luglio 2011

"Too big to save": il redde rationem per Giulio Tremonti, l'Italia e i suoi conti farlocchi

"Too big to save": il redde rationem per Giulio Tremonti, l'Italia e i suoi conti farlocchi: "Gianluca Busato, Partito Nazional Veneto - L'assalto alla baracca italiana è ormai in corso da due giorni, pur interrotti dal week end dei pompieri incapaci della Consob e delle varie istituzioni trikolori che hanno cercato affannosamente in questi giorni di spegnere l'incendio finanziario con i loro cucchiaini d'acqua. I dilettanti allo sbaraglio dimostrano tutta la loro impotenza di fronte alla forza della natura, che in questo caso si chiama mercato globale."

Sono d'accordo, tranne che per le due ultime righe. Se l'Italia fallisce, non vedo un futuro roseo per il Veneto Stato