giovedì 17 novembre 2016

Nonostante i lodevoli sforzi della Regione Veneto, ancora 1000.000 persone beovno acqua con elevate concentrazioni di PFOA

E di altri PFAS. RIcordiano che praticmente tutti i éFAS sono considerati interferenti endocrini, mentr esolo uno il pFOA è stato classificato come possibilmente cancerogneo per l'uomo.
Questo basta e avanza, comunque. secondo noi medici dell'ISDE per indurre le autorità regionali e i sindaci ad adottare il principio di precauzione e a sopendere l'erogazione dell'acqua potabile e la produzione e commercializzazione di alimenti contamianti.
Lo spieghiamo bene in questo articolo pubblicato su Quotidiano sanità", in rispsota ad un articolo della dottoressa Musmeci.

martedì 15 novembre 2016

Di PFAS si muore e ci si ammala di più in Veneto ma non per cancro com è possibile?

Ieri ho partecipato a Vicenza alla conferenza stampa di Greenpeace.
Poichè i giornali locali non hanno nemmenno fatto cenno alla mia prinicipale osservazione sulla mancata pubblicizzazione dei risultati dello studio reigonale sulla mortalità e prevalenza di malattie PFAS-associate nella zona rossa, copio-incollo un mio commento inserito sul sito del Giornale di Vicenza oggi 15 novembre 2016
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giovedì 27 ottobre 2016

Cosa succede ai link ai pfas in regione?

Da circa due settimane non funziona  il link che portava al "fascicolo sull'incidenza dei tumori nell'ULSS5" sul sito del registro tumori del veneto (RTV)  mentre è rimasto funzionante quello relativo all'ULSS6-sud.
Non sarà mica che avranno deciso di di accogliere le osservazioni degli esperti ISDE che abbiamo manifestato con una lettera  al professor Rugge, Direttore del RTV, ?
E a distanza di 6 mesi, ancora non si sono decisi a riparare i link ai documenti e alle registrazioni della conferenza stampa del 20 aprile che annuncia i risultati del biomonitoraggio. Non sarà che avranno deciso di togliere i documenti dopo le critiche e le osservazioni al biomonitoraggio che  ho fatto qui.

Scommettiamo che almeno il link ai dati dell'ULSS5 riappariranno miracolosamente dopo la conferenza stampa di domani in cui si annuncerà quanto già si sa da aprile, cioè che nel regno dei pfas addirittura i tumori so odi meno che altrove?





domenica 16 ottobre 2016

Il New Jersey abbassa i livelli massimi di PFOA nelle acque potabili a 14 ng/litro: continua la corsa al ribasso, ma non in Italia


Nel maggio di quest'anno l'EPA (Environment Protection Agency), l'equivalente del nostro ministero per l'ambiente, abbassò le concentrazioni massime permesse nell'acqua potabile di PFOA e PFOS a 70 nanogrammi litro, dai precedenti 400 nanogrammi/litro per il PFOA e 200 ng/litro per il PFOS (ne ho già parlato qui). In Veneto, ricordiamo, sono permessi 500 ng/L per il PFOA e 30 ng/L per il PFOS.
Le autorità del New jersey criticarono quella decisione, considerando i nuovi limiti non sufficientemente protettivi per la salute umana, particolarmente per le donne in gravidanza, i loro bambini durante la vita intrauterina e nei primi anni di vita, le persone più anziane.
Le critiche si basano sui risultati di recenti studi che dimostrano un aumentato rischio di effetti tossici, anche per concentrazioni nell'acqua potabile e negli alimenti inferiori a quelli precedentemente considerati “sicure”, per il sistema immunitario, per le ossa in accrescimento, per il metabolismo glucidico e lipidico, per lo sviluppo neurocognitivo del feto e dei bambini fino all'ottavo-decimo anno di vita,  nonché per la crescita fetale.

sabato 23 luglio 2016

All’Istituto Superiore di Sanità sapevano dei PFAS in Italia almeno dal 2000. Cosa hanno fatto nei 10 anni successivi?


Uno degli aspetti più controversi della vicenda PFAS in Veneto è se le istituzioni regionali, locali e nazionali sapessero prima del 2013 che la Miteni è l’unica produttrice di PFAS nel Nord Est d’Italia. Diversi funzionari della regione e dell’ULS5 Ovestvicentino, nel cui territorio ricade l’azienda produttrice, e molte altre che i PFAS li utilizzano, hanno ripetutamente affermato che prima dell’estate del 2013 nessuno in Veneto fosse  a conoscenza della presenza dei PFAS nell’ambiente della regione.
Questa affermazione è inverosimile e parrebbe smentita da un documento che ho scovato negli archivi dell’EPA, grosso modo l’equivalente del ministero per l’ambiente italiano)  e che può essere scaricato da qui .

lunedì 6 giugno 2016

Biomonitoraggio PFAS nei Veneti: errori grossolani dei ricercatori o miracolo della Madonna di Monte Berico?

Il 20 aprile 2016, nel corso di una conferenza stampa che ha avuto un notevole risalto mediatico, sono stati presentati i risultati del biomonitoraggio eseguito su un campione di circa 500 cittadini Veneti.  Il biomonitoraggio è consistito nella ricerca nel sangue di una dozzina di sostanze perfluoroalchiliche o PFAS, le più note dei quali sono PFOA e PFOS .

lunedì 23 maggio 2016

Il 27 maggio ore 18,30 a Padova con gli studenti dell'università

Il 27 maggio 2016 alle ore 18,30 a Padova, nell'ambito Summer  Student Festival, Golena San Massimo,parleremo di PFAS e contaminazione della catena alimentare Tutti invitati..

sabato 21 maggio 2016

70 ng/litro: questi i nuovi limiti americani per PFOA più PFOS

L'EPA (Environment Protection Agency, l'agenzia per la proezione dell'ambiente) ha rilasciato i nuovi limiti aggiornandoli a 70 ng/litro per la somma di PFOA e PFOS. I limti precedenti erano 200 ng/l per il PFOS e 400 ng/l per il PFOA.
L'aggionamento al ribasso è la conseguenza della pubblicazione dei risultati di alcuni studi che hanno valutato la tossicità evolutiva (developmental toxicity) nei  topi. Questi risultati dimostrano che negli animali possono comparire anomalie dello svliluppo osseo e del sistema immunitario nei topini esposti durnante la gravidanza a concentrazioni molto più basse di quelle considerate in studi precedenti.

mercoledì 18 maggio 2016

La qualità dell'acqua è ancora scarsa nel regno dei PFAS

La qualità dell'acqua è ancora insufficiente, avrebbe dichiarato il procuratore generale di Vicenza,  nonostante tutti gli sforzi compiuti, secondo quanto riportato sul sito di un sindacato dei veterinari del Veneto 

Ma i sindaci, la regione e le ULSS che stanno battendo a tappeto il segno dei PFAS distribuendo informazioni imprecise e incomplete ai fini di tranquillizzare (nel senso di spargere tranquillanti) e affermando che l'acqua è sicura, sono d'accordo?

Le preoccupazioni del procuratore confermano quanto ISDE Veneto va dicendo da anni, l'acqua contente anche minime quantità di PFAS , è pericolosa per la salute umana ed animale. Non va bevuta né utilizzata per qualsiasi altro uso umano. Non è che il procuratore di Vicenza sia in realtà  un allarmista pagato dall'ISDE?

sabato 7 maggio 2016

Lo studio ISDE-ENEA identifica un eccesso di oltre 1000 morti in 30 anni nel regno dei PFAS

Lo studio ISDE-ENEA descritto dal giornale L'Arena di Verona 


Pfas, studio Isde-Enea: boom di decessi nelle aree interessate. In 30 anni 1.300 morti sospette. Sono 43 morti in più all’anno rispetto alle zone vicine non coinvolte dalla contaminazione

 
Sono 43 morti in più all’anno: 1.300 decessi in più in 30 anni. E si tratta di morti riconducibili a malattie cerebro-vascolari, cardio-vascolari, diabete e tumore del rene, favorite dall’inquinamento da Pfas delle acque di falda e superficiali. Si tratta di un 10 per cento in più della media che si registra nelle aree vicine.
Ad affermarlo è uno studio dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie e l’energia e l’Isde, l’Associazione medici per l’ambiente. I risultati dell’indagine sono stati presentati ieri a Roma in un convegno nel quale si indagava il ruolo della salute in rapporto coi «sistemi produttivi».  «Questa ricerca ha verificato che esiste un grave problema per la salute pubblica», afferma Umberto Bai, medico dell'Isde che con i suoi colleghi Vincenzo Cordiano e Paolo Crosignani e con i