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domenica 18 dicembre 2016

Lo stato del Vermont fissa a 20 ng/L la concentrazione massima di PFOA nell'acqua potabile

Lo stato del Vermont negli USA ha deciso che le concentrazioni massime di PFOA non debbano superare i 20 (venti) nanaogrammi per litro. In Italia i valori massimi sono 500 ng/L, cioè 25 volte di più. Non sono i più bassi fra tutti . Nel New Jersey sono 14 ng/L - ma sono ancora più bassi dei limiti federali che sono 70 ng/L per il PFOA e PFOS.
Cosa aspetta l'Istituto Superiore di Sanità a seguire l'esempio degli americani?

domenica 16 ottobre 2016

Il New Jersey abbassa i livelli massimi di PFOA nelle acque potabili a 14 ng/litro: continua la corsa al ribasso, ma non in Italia


Nel maggio di quest'anno l'EPA (Environment Protection Agency), l'equivalente del nostro ministero per l'ambiente, abbassò le concentrazioni massime permesse nell'acqua potabile di PFOA e PFOS a 70 nanogrammi litro, dai precedenti 400 nanogrammi/litro per il PFOA e 200 ng/litro per il PFOS (ne ho già parlato qui). In Veneto, ricordiamo, sono permessi 500 ng/L per il PFOA e 30 ng/L per il PFOS.
Le autorità del New jersey criticarono quella decisione, considerando i nuovi limiti non sufficientemente protettivi per la salute umana, particolarmente per le donne in gravidanza, i loro bambini durante la vita intrauterina e nei primi anni di vita, le persone più anziane.
Le critiche si basano sui risultati di recenti studi che dimostrano un aumentato rischio di effetti tossici, anche per concentrazioni nell'acqua potabile e negli alimenti inferiori a quelli precedentemente considerati “sicure”, per il sistema immunitario, per le ossa in accrescimento, per il metabolismo glucidico e lipidico, per lo sviluppo neurocognitivo del feto e dei bambini fino all'ottavo-decimo anno di vita,  nonché per la crescita fetale.

lunedì 8 settembre 2014

Il governo tedesco si accinge a comunicare all'Europa la su intenzione di mettere al bando il PFOA in Germania

E siamo a due. Dopo la Norvegia anche la Germania dovrebbe presentare entro il 17 di questo mese, la sua dichiarazione di intenzione di mettere al bando il PFOA dal suo territorio con lo scopo di" vietarne, la  produzione, l'uso, l'introduzione  e la commercializzazione nel suo territorio sia come molecola in sé che come facente parte di miscele di sostanze o componente di articolo di consumo". Qui è il sito dell'ECHA (European Chemical Agency) con il registro delle intenzioni di restrizione dei paesi membri .
Una buona notizia senza dubbio.
Una brutta notizia, almeno parziale è che la Norvegia, che aveva introdotto il bando a partire dal giugno 2014, si appresterebbe a posporre la data di inizio della messa al bando del PFOA dal 2018 e non più a decorrere da quella data. Il motivo sarebbe che il governo norvegese ha dovuto cedere alle preoccupazioni delle lobby, preoccupate di perdere commesse di oltre 500 milioni di euro già ricevute per prodotti tessili. Leggi qui, articolo in inglese.
Tutto il mondo è il paese. Prima la tasca degl industriali, poi, per ultimo, la salute dei cittadini, a qualunque latitudine